Biografia

14/7/77. Una data fortunata se si crede alla numerologia, scienza che da sempre indica il 7 come numero ricco di buoni auspici. Calcolando il 14 iniziale come suo multiplo infatti, il 7 compare in questo giorno per ben 5 volte.
Ed è in questa particolare giornata che, in una Parigi in fermento per l’anniversario della fine della rivoluzione francese, non lontano dalla cattedrale di Notre Dame, le cui campane suonano a festa, viene alla luce da genitori italiani Veronica Maya Russo.
I suoi primi anni trascorrono nella capitale francese fin quando nel 1982, la piccola arriva con la famiglia in Italia dove, oltre ad imparare una nuova lingua, viene a contatto con un mondo che le appare magico: i genitori, Raffaele ed Eleonora, aprono infatti un ristorante, “Il Gabbiano azzurro”, piano bar e cabaret a Piano di Sorrento unendo le capacità dell’uno, ristoratore già da molto tempo, e dell’altra, regista teatrale. All’interno di questo spazio, dove gli spettacoli di varietà musicale sono all’ordine del giorno, Veronica osserva tutto, spesso da sotto i tavoli, supplicando di essere presente alle prove e ai numerosi dinnerspectacle (serate evento).
La passione per l’arte si consolida molto presto e, all’età di 6 anni, Veronica comincia a frequentare i corsi di danza classica e moderna di Patty Schisa, ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, mostrando da subito una malleabilità non comune alle rigide regole imposte da questa disciplina. È  precisa e puntuale, si prepara e si pettina da sola, frigna se c’è qualche impedimento che le fa saltare la lezione e, pur ingoiando orgogliose lacrime quando viene ripresa dalla sua ottima insegnante, stringe i denti e lavora costantemente su se stessa per migliorare.
Partecipa anche ad una serie di stages con maestri di fama internazionale spaziando dal classico al contemporaneo, dal modern Jazz al folklore. Contestualmente comincia a danzare, cantare e recitare con i Kabarett Strasse negli spettacoli di sua madre. E’ in questo periodo che impara a stare a stretto contatto con il pubblico, a improvvisare e a gestire in piena autonomia velocissimi cambi di costume, apprezzando in questo modo quella magica alchimia che scatta tra l’artista e il pubblico.
A vent’anni, il fiore della sua maturità  artistica sboccia nel ruolo di Zobeide (dal Balletto “Sheherazade”) che mette in scena come prova d’esame per il diploma tanto atteso. Il passo a due viene eseguito in quest’occasione con il primo ballerino del Teatro San Carlo di Napoli, Luigi Ferrone, insieme al quale Veronica dimostra di aver raggiunto una sensibilissima maturità espressiva, non da semplice ballerina, ma da vero e proprio personaggio.
Dopo una breve parentesi come ballerina per la MSC Crociere, approda a Roma per un provino che le consente di aggiudicarsi una borsa di studio per la scuola di Renato Greco e Mariateresa Dal Medico, entrando di li a poco a far parte della compagnia stabile del teatro e partecipando a diversi spettacoli tra cui Trilussa con Mario Scaccia “, la dance opera “Caino e Abele” di Tony Cucchiara e “Talk about a child” con i Chicago Gospel.
Sempre in quel periodo, siamo nel 1998, partecipa come attrice e ballerina al film “U-571 Limited” diretto da Jonathan Mostow negli Studi di Cinecittà a cui segue uno spettacolo musicale con Antonella Steni: “Aspira polvere di stelle”.
Veronica non solo danza la vita, ma vuole sperimentare tutte le sue corde per cui, non smette mai di studiare e viaggiare, muovendosi con leggerezza tra Parigi, Milano, Roma e Montecarlo (dove nel frattempo il papà ha aperto due ristoranti di cucina napoletana “Il terrazzino” e “Il giardino”). Studia, osserva, lavora, si apre ai nuovi stimoli ed è sempre pronta a ripartire da zero reinventando se stessa senza però mai dimenticare il proprio bagaglio riempito con tanta fatica e perseveranza. Ed eccola cimentarsi con l’esperienza teatrale; dopo un debutto con il bagaglino nei “Maenecmi” di Plauto, seguono diversi anni di tournè teatrali con grandi artisti che poi diventeranno anche suoi cari amici (Jerri Calà, Nini Salerno, Franco Oppini, Manuela Arcuri, Giulio Base, Paolo Calissano). Veronica accumula esperienze che si stratificano dentro di lei arricchendola ogni giorno che passa ed è il 2003 quando incontra il grande autore Dino Verde che fa di lei una vera soubrette mettendo in scena al teatro “La Chanson” di Roma lo spettacolo “Bentornato avanspettacolo”.

 Nello stesso anno, quasi per gioco, accetta di lavorare per una televisione privata romana (Teleroma56) nel programma “Lazialità in TV” condotto da Guido De Angelis. Da lì, nasce un’inaspettata ma importante parentesi calcistica che la porta nel giro di un anno ad entrare negli studi di RaiSport a Lisbona in occasione degli europei di calcio 2004 per il programma “Dribbling” con Bruno Pizzul; seguiranno poi due stagioni di “Sabato Sprint” in seconda serata su Raidue.
E’ il 2005 quando arriva il passaggio tanto ambito a Rai 1 per uno dei programmi di viaggio più amato dagli addetti al settore, “Stella del sud” che vede Veronica esplorare ininterrottamente per 2 anni 50 diversi paesi, dal Messico all’Africa dalla Lapponia allo Yemen.
Grazie a due programmi strettamente legati al territorio Veronica impara ad amare e a conoscere le tradizioni del suo paese conducendo prima “Italia che vai “,nell’edizione estiva del 2006, e poi “Linea Verde” con Massimiliano Ossini nell’inverno 2007 mettendo a frutto le sue conoscenze gastronomiche ereditate da papà Raffaele e dalla sua nota passione per il cibo.
Nel 2006, si avvicina anche al mondo dei più piccoli conducendo insieme a Cino Tortorella e Nino Frassica il “49° Zecchino d’oro” a cui seguono le successive edizioni 50, 51 e 52 (le ultime due condotte insieme a Paolo Conticini) e le relative selezioni, in giro per le piazze d’Italia, coordinate dall’Antoniano di Bologna e dall’amico Claudio Zambelli.
Un’altra grande occasione di crescita professionale le viene data dalla conduzione di due edizioni del programma “Unomattina Estate“, la prima nel 2007 con Duilio Gianmaria e la seconda nel 2008 con Massimo Mignanelli prima e Bruno Motrici poi.
Il 12 luglio 2008 approda in prima serata con la puntata zero di uno show dal titolo “Incredibile” dove oltre a condurre, canta e balla tornando così alla sua vecchia passione.
Il programma però che veramente segna la svolta in termini di maturità e popolarità, è “Verdetto Finale“, un format Endemol, che grazie al suo cast, e ad una fortissima squadra di autori (Vincenzo Galluzzo, Danila Lostumbo, Claudio Maddalena, Alessia Eleuteri, Fausto Enni ed Ernesto Marra) dà subito grandi soddisfazioni in termini di share viaggiando stabilmente sul 30% con punte del 37%.

Al di là del lavoro, che in questo periodo le sta dando enormi soddisfazioni, Veronica rimane sempre fortemente legata alla sua famiglia “allargata” con i suoi fratelli Filippo Maria (13) Marcella Jo Pirillo (12) e la più piccolina Katia Russo (4) che costantemente le danno un’enorme gioia di vivere e l’energia per affrontare la vita con sempre rinnovato entusiasmo.
Con questa valigia familiare e professionale, già piena di tanti ricordi e gratitudine, Veronica ringrazia tutti quelli che l’hanno sostenuta e la sostengono ancora in questo meraviglioso viaggio che è la vita!